Lodovico Gierut-L’Arte del dare 2017-01-19T20:57:11+00:00
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Lodovico Gierut, L’Arte del dare

Anna Chromy?

Indiscutibilmente “Artista a tutto tondo” e pienamente, vistane la versatilità.

E’ difficile, direi impossibile, tratteggiarne adeguatamente i meriti e le qualità professionali e umane, senza ripetere quanto affermato da Antonio Paolucci o da Philippe Cruysmans…, o sottolinearne le stesse parole là dove racconta un percorso pittorico giunto poi alla scultura, le proprie origini, i successivi studi e i contatti artistici.

Dovrei almeno proporre, oltre alle immagini monumentali dei suoi marmi, bronzi o resine, almeno una parte dei personaggi di gran livello che ne hanno lodato l’Opera: Giovanni Paolo II, Alberto II di Monaco…, ma l’elencazione sarebbe lunghissima.

Mi piacerebbe, narcisisticamente, riproporre ciò che affermai nel 2014 nel Catalogo dell’Arte Moderna dell’Editoriale Giorgio Mondadori di Milano, là dove evidenziavo la sua Arte in cui vive un messaggio di Amore e di Pace verso tutti i Popoli della Terra, con ciascun lavoro che raffigura una tappa sempre diversa, o diversificata, di un unico cammino che si sviluppa tramite toni e temi profondamente autentici.

Anna Chromy, ovvero l’Arte del dare.

E’ del proprio tempo, o del passato?

Talvolta – ammirandola mentre disegna, o quando plasma la medesima materia così amata dal genio Michelangelo Buonarroti (non è casuale che uno dei suoi lavori più famosi “Il Mantello della Coscienza” sia anche nel marmo tratto dalla Cava Michelangelo, a Carrara), o patina con la pazienza acquisita in anni di impegno un bronzo – credo che darne una precisa definizione sia assai arduo.

Forse quest’interrogativo se lo stanno facendo quei sensibili, o più “dentro l’Arte” che stanno guardando i lavori acquisiti da istituzioni museali pubbliche, da altisonanti collezioni private, o variamente posizionati in Cina, in Francia, nel Principato di Monaco, in Austria, in Inghilterra, negli Stati Uniti…

Sì, un altro elenco.

Nel tempo e fuori dal tempo, indietro e oltre, davanti al “Mantello della Coscienza” (autentica opera vibrazione dell’anima), a “Chronos”, a “Sisyphus”, a “Prometheus”, a “Europe” o ad altre equilibrate e armoniose creazioni, non si può fare a meno di pensare a quanta gioia e fatica abbia provato nel portarle a compimento partendo dalla fase progettuale, definendole materialmente e “vestendole” – il termine può essere inusuale, ma non ne trovo uno più appropriato – del proprio “Io”, cioè di quelle vibrate sensazioni ed emozioni che narrano od esplicano un tema e l’altro, unendo il mito alla leggenda ed entrando nella nostra contemporaneità donando un proprio coerente messaggio di fraternità, di amorevole condivisione d’amicizia, sublimando la bellezza/contenuto per portarla ad una visione/visibilità universale.

L’impegno concretato da Anna Chromy è disciplinato dall’onestà e non conosce barriere; è privo di muri o steccati materiali e temporali.

E’ a nostra completa disposizione proponendo, suggerendo e dando un cammino in cui l’Arte (la sua, che viene da lontano, anche grazie ai Maestri del Rinascimento e del dopo) diviene una vera e propria riflessione, una comunicazioneche va al dunque unendo il pensiero al soggetto/forma ritratto, con l’anima (cioè il contenuto) che sopravviverà agli eventi proprio per l’articolazione di un preciso e serio autonomo linguaggio.

Lodovico Gierut
critico d’arte e giornalista
Pietrasanta, 26 aprile 2015