monumenti disegno modellazione forgiatura rifinitura tramite pitture scultura in bronza Sculture in bronze sono i singoli lavori di Anna Chromy. I lavori d´Anna Chromy come descritto alla voce concetti ruotano attorno alla musica e alla danza, alla mitologia e alla religione
Bronze sculptures, portraits and statues in Austria - by Anna Chromy. Herbert von Karajan bronze statues and portraits in Vienna, Salzburg and Anif, Johannes von Moy bronze portrait in Anif and the 'Pieta' at the cathedral of Salzburg.
Polychromy
(by Anna Chromy)

Il tuo nome è il tuo destino.
Quando Anna Chromy, agli esordi della sua carriera artistica, decise di utilizzare il nome da ragazza di sua madre come nome d’arte, sicuramente non era consapevole dell’influsso che tale scelta avrebbe avuto sulla sua vita. Durante i successivi 20 anni in qualità di pittrice, i colori furono una guida costante per l’artista, ma ciò prese una svolta drastica quando decise di dedicarsi alla scultura. A quei tempi, le fonderie della sua patria artistica Pietrasanta si attenevano scrupolosamente a quello che veniva considerato l’unico canone ammissibile nella colorazione di un’opera in bronzo: “verde o marrone naturali“. Di fatto, tale principio si limitava soltanto a riprendere la convinzione degli ultimi 500 anni, secondo la quale la patina di una scultura figurativa doveva avere lo stesso aspetto delle sculture dell’antica Grecia o Roma.



Tuttavia, come oggi è noto, si trattava di un’idea errata sull’antichità, derivata dal decadimento delle opere nel corso dei secoli. In realtà, tutte le opere d’arte antiche, che fossero in marmo o in bronzo, erano colorate, persino l’acropoli di Atene. Questa nuova cognizione ha liberato la scultura moderna dalla sua esistenza monocroma e monotona e aperto la via verso una nuova dimensione, cui ciascun artista ricorre dando ascolto al proprio temperamento e ai propri concetti. Molti artisti, in particolar modo negli Stati Uniti, si avvalgono della colorazione come patina multipla per riprodurre l’aspetto reale nel modo più fedele possibile; altri, come Picasso, Gaugin e Marine, la utilizzano come dimensione contemporanea della scultura, in cui colori di ogni tipo vengono applicati in maniera espressionistica.

Anna Chromy ha scelto quest’ultimo percorso, facendo uso della stessa tecnica a tempera che già caratterizzava i suoi dipinti. In questo modo ha potuto ottenere sfumature di colore splendidamente delicate, simili a quelle di Turner, che, mescolate ad una superficie levigata e trasparente, infondono una dimensione del tutto nuova alle sue sculture in bronzo, trasformando così questo tipo di policromia nel suo marchio di fabbrica.





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Testi di Antonio Paolucci, Stefano Zecchi, Marco Gallo, e altri critici d’arte sull’opera di Anna Chromy.